Il mondo si sta dividendo in due grosse fazioni: chi lo ha visto e chi lo deve ancora vedere. Ma secondo James Cameron tutte le persone del mondo civilizzato lo vedranno. Almeno una volta.
Nelle prime 24 ore di proiezione in Italia ha incassato la cifra record di oltre 2.100.000 euro con una distribuzione in 925 sale, 416 delle quali in 3D. Nel primo weekend di uscita in Italia ha incassato, secondo i dati Cinetel, 9 milioni 651 mila euro (dati presi da Wikipedia).
Il fulcro del film si condensa in poche parole: un essere umano può controllare un avatar collegandosi con un'interfaccia mentale: l'individuo, dopo essersi collegato con i suoi sensi nervosi, entra in una speciale capsula e in seguito cade in una sorta di coma; attraverso questo sistema riesce a utilizzare e controllare l'avatar come se fosse il suo corpo, immedesimandosi completamente con esso, e ritornando nel suo vero corpo solo quando l'avatar si addormenta.
Molto simile a Matrix del 1999, le persone possono ora vivere in una società parallela uguale, se non meglio, a quella attuale.
E se il vero futuro fosse questo?
Il film è molto più di quanto scritto.
RispondiEliminaAvatar segna un solco sul terreno della settima arte, sarà un film che detterà le regole per un certo tipo di filmologia, è visionario come non lo si vedeva da Blade Runner, la natura di cui è formato Pandora è poesia, la flora è viva nel senso più interagente del termine.
Attinge a piene mani dai miti delle popolazioni degli indiani d' America e degli indios, nonchè dal papà della fantascienza letteraria moderna Isaac Asimov; il concetto del pianeta che vive, in cui ogni singolo elemento, animato e non, sia parte integrante e fondamentale per l' esistenza stessa del pianeta stesso.
Il pararellismo con Matrix non è propiamente corretto, in Matrix i protagonisti si interfacciano con un mondo virtuale, in Avatar no, c'è un colegamento psionico con un "dummy" ma che interagisce nel mondo reale e tutte le sensazioni e sopratutto tutte le emozioni sono recepite dal "pilota". In Matrix quello che succede nel mondo virtuale si ripercuote sul corpo reale, in Avatar no.
In Matrix c'è il popolo umano che lotta per riappopiarsi di una vita vera che non gli appartiene più, in Avatar no, tuttaltro...
Il canovaccio di Avatar è semplice che rasenta la demagogia, è un concetto trito e ritrito, nulla di nuovo. E' un polpettone politicoambientalista nonchè un pugno in pieno volto alla politica guerrafondaia degli USA degli ultimi 50 anni, dal Vietnam all Iraq, riallacciandosi all' eopoea del Far west e della "civilizzazione" delle popolazioni native.
Ma a fronte di un succo del discorso che può anche risultare semplicistico, abbiamo un escursus di 2 ore e 40 circa che soddisfa a pieno gli occhi e il cervello di chi lo guarda.
E' un film da guardare, le parole non riescono a dargli giustizia, va visto, vissuto e gustato.
Secondo me hai centrato perfettamente l'argomento.
RispondiEliminaIl parallelismo con Matrix è riferito esclusivamente all'abbandono del corpo per vivere un'altra vita (che sia essa in un software o in un'altra realtà).
Lo studio che c'è dietro la grafica non è nemmeno immaginabile dalla mente di un profano. Ci sono scene che una persona attribuisce solamente al "futuro", quando concetti, come il 3D applicato alle lavagne trasparenti, non sono nemmeno pensabili.
Cameron ha fatto bene ad aspettare 10 anni prima di tirarlo fuori.
Lo rivedrei anche se ho gia sentito che vuole fare il seguito. E questo mi spaventa.